domenica 28 gennaio 2024

L'Agenda 2030: Un impegno globale per un futuro sostenibile

L'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un piano d'azione globale adottato dalle Nazioni Unite nel 2015, con l'obiettivo di guidare il mondo verso un percorso sostenibile e equo. Al centro di questa agenda ci sono 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), che mirano a risolvere le sfide urgenti dell'umanità, dalla povertà alla disparità di genere, al cambiamento climatico. Invitiamo a visualizzare il sito ufficiale delle Nazioni Unite per approfondire i 17 obbiettivi fissati e relativi target da raggiungere.
L'Agenda 2030 rappresenta un impegno collettivo verso un mondo migliore. Attraverso la cooperazione internazionale, la sostenibilità e l'azione individuale, possiamo sperare di realizzare un futuro in cui nessuno sia lasciato indietro, e il nostro pianeta sia preservato per le generazioni future. Ognuno di noi è chiamato a essere parte di questo cambiamento, poiché il successo dell'Agenda 2030 dipende dall'impegno di tutti noi.

sabato 27 gennaio 2024

Pace, Giustizia e Solidarietà: Obbiettivo 16 dell'Agenda 2030

In un momento storico in cui scenari di guerra e violazioni dei diritti umani si stanno intensificando a livello globale, è necessario trovare misure sempre più concrete per sostenere la pace, la giustizia e l’efficacia delle istituzioni.

Nel contesto dell'Agenda 2030, un obiettivo brilla come faro di speranza per la costruzione di società più giuste e pacifiche: l'Obiettivo 16 - "Pace, Giustizia ed Istituzioni Solide". Questo obiettivo ambizioso si pone l'obiettivo di promuovere la pace duratura, garantire l'accesso alla giustizia e costruire istituzioni robuste entro il 2030.

L'Obiettivo 16 si concentra innanzitutto sulla promozione della pace e della sicurezza a livello globale, infatti, in un mondo sempre più interconnesso, la pace è essenziale per il benessere di tutti i cittadini. Affrontare le cause profonde dei conflitti e lavorare per prevenire la violenza è fondamentale per creare una base solida per il progresso sociale ed economico.

Un altro aspetto cruciale dell'Obiettivo 16 è garantire l'accesso universale alla giustizia. Ciò implica la creazione di sistemi giuridici equi e accessibili a tutti, indipendentemente da status sociale ed economico.

La corruzione è un ostacolo significativo allo sviluppo sostenibile. L'Obiettivo 16 mira a ridurre la corruzione in tutte le sue forme. Una lotta efficace contro la corruzione favorisce la fiducia nelle istituzioni e contribuisce al miglioramento delle condizioni di vita di tutti.

È importante creare a tutti i livelli istituzioni efficaci e responsabili. Per fare ciò bisogna consolidare le istituzioni nazionali più importanti, anche attraverso la cooperazione internazionale, per sviluppare, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, capacità per prevenire la violenza e per combattere il terrorismo e il crimine.


Andando a vedere il quadro italiano sull’Obiettivo 16, dal Rapporto emerge che nell’ultimo decennio in Italia sono diminuiti drasticamente i crimini più efferati, quali omicidi volontari e criminalità predatoria, ma sono cresciute le violenze sessuali (+12,5%) e le estorsioni (+55,2%). Forte è anche l’aumento di tutti i reati informatici, quali truffe e frodi (+152,3% rispetto al 2012). Molto preoccupante, poi, la crescita esponenziale dei crimini d’odio e discriminatori in ambito razziale, etnico e sessuale (di cui il 70% circa avviene online) e il costante aumento dei crimini ai danni di minorenni (+89% dal 2004).

In tema di tutela dei diritti umani, l’Italia aderisce a tutte le principali convenzioni internazionali ed europee, ma non ha ancora costituito un’istituzione nazionale per i diritti umani, pur presentando un progetto di legge al riguardo. Nel corso degli anni, l’Italia ha adottato normative e politiche controverse in tema di immigrazione, fortemente criticate dalle organizzazioni indipendenti che si occupano del tema.

La realizzazione dell'obbiettivo 16 richiede un impegno collettivo a tutti i livelli: dai governi alle organizzazioni internazionali, dalle istituzioni alla società civile. Solo lavorando insieme possiamo sperare di costruire un futuro in cui la pace e la giustizia siano alla portata di tutti, indipendentemente dalla loro provenienza o condizione sociale.

venerdì 26 gennaio 2024

Riflessioni sulla Guerra: Passato e Presente

La guerra è una delle manifestazioni più distruttive e disumane dell'umanità, un fenomeno che ha segnato la storia del genere umano attraverso i secoli. Nel corso del tempo, le guerre hanno assunto forme diverse, influenzate dalle dinamiche politiche, sociali ed economiche dei rispettivi periodi. Per comprendere appieno l'impatto della guerra, è essenziale analizzare le guerre del passato e confrontarle con le sfide attuali, concentrandoci particolarmente sulle complesse situazioni in corso in Palestina e in Ucraina.

Le guerre del passato sono state spesso caratterizzate da conflitti territoriali, economici e ideologici, con imperi e nazioni che si scontravano per il dominio e il controllo delle risorse. La Prima e la Seconda guerra mondiale, ad esempio, hanno causato devastazioni su vasta scala, con milioni di vite perse e intere città ridotte in rovina. L'uso di armi sempre più avanzate ha amplificato la portata distruttiva dei conflitti, lasciando cicatrici profonde nella storia dell'umanità.

Le guerre moderne sono caratterizzate da complessità politiche, etniche e religiose che le rendono sfide uniche. In Ucraina, il conflitto nel Donbass ha radici profonde nelle tensioni tra Ucraina e Russia. La Crimea è stata annessa dalla Russia nel 2014, scatenando una serie di eventi che hanno portato al conflitto nel Donbass. La guerra in Palestina, invece, è il risultato di decenni di tensioni nel contesto del conflitto israelo-palestinese. La disputa territoriale, i diritti e le risorse hanno alimentato un ciclo di violenza apparentemente senza fine. La Striscia di Gaza è stata teatro di ripetuti conflitti, con conseguenze umanitarie devastanti per entrambe le comunità.



Le conseguenze delle guerre, sia nel passato che nel presente, sono molteplici e durature. Le perdite umane sono solo la punta dell'iceberg, poiché le guerre portano anche a distruzioni materiali, sfollamenti di massa, dislocazioni familiari e traumi psicologici. Le infrastrutture civili vengono distrutte, l'accesso ai servizi di base come l'istruzione e la sanità viene compromesso e le economie vengono devastate. Inoltre, le guerre moderne spesso creano rifugiati, contribuendo a una crisi umanitaria su scala globale. La comunità internazionale è chiamata a rispondere a tali sfide, fornendo aiuti umanitari, promuovendo la ricostruzione e cercando soluzioni diplomatiche che possano porre fine ai conflitti.

Oltre alle guerre tra nazioni, il mondo moderno è anche teatro di conflitti contro la criminalità organizzata. Gruppi criminali internazionali, spesso coinvolti in traffico di droga, tratta di esseri umani e altre attività illegali, sfidano l'autorità statale e minacciano la sicurezza globale. La lotta contro la criminalità organizzata è complessa, perché organizzazioni come la mafia, le cartelle della droga e le reti di traffico umano operano su scala globale, sfruttando le debolezze dei confini nazionali e sfruttando le differenze nei sistemi giuridici.

Il terrorismo è un'altra minaccia globale che ha assunto proporzioni senza precedenti nell'era moderna. Attentati suicidi, attacchi coordinati e propaganda online hanno caratterizzato molte organizzazioni terroristiche, creando un clima di paura diffusa e incertezza in diverse parti del mondo. Le risposte internazionali a questa minaccia includono la cooperazione tra agenzie di intelligence, misure di sicurezza rafforzate e sforzi per contrastare la propaganda estremista online.

In un mondo segnato dalla complessità delle guerre moderne, la pace diventa un obiettivo cruciale. La comunità internazionale deve impegnarsi nella prevenzione dei conflitti, nella promozione della diplomazia e nel rispetto dei diritti umani. È fondamentale riflettere sulle lezioni apprese dalle guerre del passato e cercare di applicarle alle sfide attuali. La comprensione, la tolleranza e la cooperazione internazionale sono le chiavi per costruire un futuro in cui il conflitto sia sostituito dalla collaborazione.

giovedì 25 gennaio 2024

Il connubio intricato tra guerra e arte: uno sguardo al loro rapporto complesso


Nel corso della storia, l'arte e la guerra sono spesso intrecciate in un rapporto complesso e intricato. La guerra viene rappresentata come “brutalità umana”, l'arte invece si presenta come un'espressione sublime della creatività. In questo articolo, esploreremo il legame tra guerra e arte, analizzando come queste due sfere della vita umana abbiano interagito nel corso del tempo.

Spesso la guerra ha agito come un catalizzatore per l'arte, infatti molti artisti di varie epoche hanno trovato ispirazione nei conflitti, catturando l'orrore della battaglia, la sofferenza umana e le conseguenze devastanti. Possiamo prendere come esempio l’opera "Guernica" di Picasso, ispirata al bombardamento della città durante la guerra civile spagnola, che ci dimostra come l'arte possa fungere da testimonianza visiva degli orrori della guerra.

Inoltre, la guerra stessa, è stata considerata da alcuni autori come “una forma d'arte distorta”. Strategie militari, tattiche e coraggio sul campo di battaglia sono stati descritti in modo epico in racconti e poesie, creando un’atmosfera quasi romantica e delicata attorno alla guerra; altro elemento che congiunge guerra e arte sono le uniformi, gli equipaggiamenti e i simboli militari spesso diventati elementi ricorrenti nell'arte visiva.

Viceversa ci sono molti artisti che hanno utilizzato la propria arte come strumento di protesta contro la guerra, come quelle di anti-establishment degli anni '60 e '70, hanno cercato di contrastare la narrativa eroica della guerra ponendo l'accento sulla distruzione e sulla perdita umana.

Il coinvolgimento diretto o indiretto nella guerra può influenzare profondamente l'artista, modellando il loro stile e le loro tematiche. Molti hanno tradotto le proprie esperienze di guerra in opere d'arte, fornendo al lettore uno sguardo intimo e personale sulla realtà del conflitto armato. Un esempio di artista che ha vissuto sulla propria pelle il dolore della guerra è quello del giovane pittore Otto Dix che allo scoppio della Prima Guerra mondiale si arruolò volontariamente tra le file dell'esercito tedesco. Tornato a casa illeso, aderì alla causa antimilitarista e si impegnò nella rappresentazione artistica degli orrori del conflitto mettendo a nudo la sofferenza umana come denuncia e critica sociale esplicita e spietata.

Ne analizziamo 2 dipinti:
-Il dipinto intitolato Trincea è uno dei primi dedicati a questo tema. In esso il pittore rappresenta il culmine di un assalto che conduce a una strage. La composizione è apparentemente disordinata in quanto le gambe e le braccia dei soldati ritratti disegnano linee che si muovono in ogni direzione, i corpi assumono pose innaturali, le mani protese in cerca di aiuto accentuano la tragicità del momento, i volti dei soldati, deformati da smorfie esprimono dolore e paura. Inoltre, il colore rosso, emblema del sangue, contrasta con la freddezza dei verdi e dei blu, creando un effetto drammatico.


-scavando nei propri ricordi, Dix nel dipinto Pasto in trincea descrive un momento della vita quotidiana dei soldati, sullo sfondo di un paesaggio devastato dal conflitto. Si tratta di una rappresentazione realistica che riporta una scena di riposo in cui vi è un soldato tedesco, rannicchiato con lo sguardo vuoto puntato chissà dove all'orizzonte che compie un gesto semplice e vitale: nutrirsi. Attorno a lui, però, nulla sembra poter evocare la vita; c’è un teschio simbolo della morte e un paesaggio naturale violato dalle esplosioni e sopraffatto dal gelo. Inoltre, il freddo che prova il soldato è fisico e psicologico, in quanto rappresenta la solitudine e l'angoscia, che investe anche l'osservatore.


Il legame tra guerra e arte riflette la complessità della natura umana, mentre l'arte può servire da testimonianza storica, espressione individuale o strumento di protesta, la guerra può fungere da soggetto di ispirazione.

Questo connubio ci permette di approfondire sulla nostra storia, sul nostro comportamento e sulla nostra capacità di trasformare esperienze traumatiche in espressioni artistiche significative.

mercoledì 24 gennaio 2024

Costruire un futuro in armonia: Le Organizzazioni internazionali per la Pace

Negli ultimi decenni, il mondo ha assistito a una crescente interconnessione tra le nazioni e a una maggiore consapevolezza dell'importanza della cooperazione internazionale per affrontare sfide globali. Gli organismi internazionali e le istituzioni collaborative hanno svolto un ruolo fondamentale nel promuovere la pace e la sicurezza a livello mondiale.
Analizziamo alcune di questi enti: 


1. Nazioni Unite (ONU):
L'ONU (organizzazione delle Nazioni Unite) è un organizzazione intergovernativa a carattere mondiale fondata nel 1945, dopo la Seconda Guerra Mondiale che rappresenta un pilastro fondamentale nella costruzione e nel mantenimento della pace globale, promuovendo la cooperazione internazionale.

Gli obiettivi fondamentali delle Nazioni Unite sono enunciati nella Carta delle Nazioni Unite e includono la promozione della pace e della sicurezza internazionale, il rispetto dei diritti umani, lo sviluppo sostenibile e la cooperazione economica.

L'ONU adotta una filosofia di diplomazia preventiva, infatti, l'Assemblea Generale dell'ONU offre uno spazio unico in cui tutti i 193 Stati membri possono partecipare cercando di risolvere le controversie internazionali prima che sfocino in conflitti aperti, promuovendo la comprensione reciproca e la cooperazione multinazionale. Nel frattempo, il Consiglio di Sicurezza è responsabile della gestione delle crisi internazionali, adottando risoluzioni vincolanti e coordinando azioni per mantenere la pace.


Un aspetto distintivo dell'ONU è la sua capacità di dispiegare forze di peacekeeping in zone di conflitto. Queste operazioni, spesso svolte in collaborazione con le forze regionali, mirano a stabilizzare le aree colpite dalla guerra e creare le condizioni necessarie per il ripristino della pace.

L'ONU, si è dimostrata un attore cruciale nella gestione di crisi globali, come la pandemia di COVID-19 e il cambiamento climatico. Inoltre, si impegna attivamente nella protezione e nella promozione dei diritti umani attraverso organi come l'Alto Commissariato per i Diritti Umani, che monitora e affronta le violazioni dei diritti umani in tutto il mondo.

In un mondo in cui le minacce alla pace sono molteplici, l'impegno dell'ONU per un mondo di pace ci ricorda che, lavorando insieme, possiamo costruire un futuro in cui la solidarietà e la comprensione reciproca prevalgano sulle divisioni. Sostenere l'ONU significa investire nel nostro comune desiderio di un mondo più giusto, pacifico e prospero.

2. Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE):
L'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) è un'organizzazione che si concentra sulla sicurezza e la cooperazione in Europa, ma la sua portata si estende anche a questioni globali. Fondata nel 1975, l'OSCE conta oggi su 57 Stati membri che si estendono dal Nord America all'Asia Centrale.

La missione principale dell'OSCE è quella di prevenire i conflitti e promuovere la stabilità attraverso una serie di strumenti, tra cui missioni sul campo, incontri diplomatici e attività di monitoraggio.

Un aspetto distintivo dell'OSCE è l'impegno per la democrazia e i diritti umani. Monitora le elezioni, sostiene la libertà dei media e lavora per garantire che ogni individuo abbia l'opportunità di esprimere le proprie opinioni.




3. Alleanza Atlantica (NATO):
La NATO, o Alleanza Atlantica, è un'organizzazione militare transatlantica nata nel 1949. Fondata da 12 paesi, l'Alleanza ha visto il suo allargamento nel corso degli anni, e oggi conta 30 membri.

Il principale scopo della NATO è garantire la sicurezza collettiva dei suoi membri attraverso la cooperazione militare e la difesa reciproca. Il concetto di "articolo 5" è centrale a questa missione: un attacco a uno Stato membro è considerato un attacco contro tutti, impegnando gli altri membri a rispondere collettivamente.

Nel corso degli anni, la NATO ha svolto un ruolo cruciale in molte operazioni militari, dall'affermazione della stabilità durante la Guerra Fredda fino alle missioni più recenti di peacekeeping e di gestione delle crisi.

Un elemento distintivo della NATO è il suo adattamento alle nuove sfide globali. Oltre alla difesa militare, l'Alleanza affronta questioni come il terrorismo, la cybersicurezza e le minacce emergenti.

La sua presenza continua a svolgere un ruolo significativo nel panorama internazionale, dimostrando che la solidarietà tra le nazioni è fondamentale per affrontare le sfide alla sicurezza globale.

martedì 23 gennaio 2024

The European Union: A Union of Diversity and Cooperation



The European Union (EU) stands as a testament to the power of collaboration and unity among nations. Established with the signing of the Treaty of Rome in 1957, the EU has evolved into a unique political and economic entity that fosters peace, prosperity, and cooperation among its member states. Comprising 27 member countries as of my last knowledge update in 2022, the EU is a symbol of shared values, diversity, and a commitment to building a common future.

The roots of the European Union can be traced back to the aftermath of World War II, when European leaders sought to prevent further conflicts by promoting economic integration and cooperation. The establishment of the European Coal and Steel Community (ECSC) marked the first step toward this goal, laying the foundation for what would later become the EU. Over the years, the union has expanded both in terms of membership and its areas of influence, fostering stability and development across the continent.

When countries join the EU, they promise to respect these values: human dignity, democracy, rule of law, freedom, equality and human rights.

The European flag symbolises unity and harmony among the countries that belong to it and it’s blue with 12 golden stars in a circle and both of them represent the perfection and entirety, this flag was adopted in 1985. Moreover the EU has an anthem called Ode to Joy, based on a poem by Friedrich von Schiller.
 


At the heart of the European Union are shared values such as democracy, human rights, and the rule of law. These principles form the basis for the EU's legal and institutional framework, creating a common ground that transcends national borders. The EU's commitment to upholding these values not only strengthens the internal cohesion of the union but also serves as a beacon for countries aspiring to join and align with European standards.

One of the cornerstones of the EU is its commitment to economic integration. The creation of the single market has facilitated the free movement of goods, services, capital, and people, fostering economic growth and competitiveness. The adoption of a common currency, the Euro, by 19 member countries further deepened economic ties, although not all EU members participate in the Eurozone.

The EU has faced and continues to face various challenges, ranging from economic disparities among member states to issues related to migration and external threats. However, the union's ability to address these challenges collectively underscores the spirit of solidarity among its members. Whether through joint financial mechanisms, diplomatic efforts, or collaborative initiatives, the EU has shown resilience in the face of adversity.

As the European Union navigates the complexities of the 21st century, it remains committed to adapting and evolving to meet the needs of its citizens. Ongoing discussions about the future of the EU, including the potential for further integration and enlargement, reflect the dynamic nature of this union.

The European Union's journey from its humble beginnings to its current status as a major political and economic force is a testament to the transformative power of unity. As member states continue to work together to overcome challenges and seize opportunities, the EU stands as a symbol of cooperation, diversity, and the enduring pursuit of a better future for all Europeans.
 

lunedì 22 gennaio 2024

Invito alla pace

Pace “Condizione di normalità di rapporti, di assenza di guerre e conflitti, sia all’interno di un popolo, di uno stato, di gruppi organizzati, etnici, sociali, religiosi, ecc., sia all’esterno, con altri popoli, altri stati, altri gruppi.” Questo è quello che riporta il dizionario Treccani sull’etimologia della parola pace, eppure nella storia si è sempre infranta la condizione di normalità, riportata sopra, attraverso continui conflitti e guerre.


Dopo gli orrori della Seconda guerra mondiale, i Padri Costituenti decisero di mettere su carta il rifiuto totale della guerra attraverso l’articolo 11 della Costituzione italiana che vieta e condanna da un punto di vista morale la guerra come forma di aggressione contro altri popoli e come mezzo per risolvere le controversie fra gli Stati, ammettendola solo per la difesa del territorio nazionale e dei suoi abitanti, anche perché tale difesa è considerata un «sacro dovere del cittadino» (articolo 52).

Tutti dicono di ricercare la pace, eppure nel passare degli anni dopo la già citata Seconda guerra mondiale di conflitti ce ne sono stati tanti altri ed i più recenti sono la guerra in Ucraina e in Palestina.


Il 24 febbraio 2022, il territorio ucraino tremava dai continui bombardamenti e tutta la popolazione veniva svegliata dalle sirene che, qualche ora dopo, risuonavano al telegiornale nelle case dei cittadini europei ignari di cosa stesse succedendo. Una guerra che molto probabilmente ha avuto inizio qualche anno fa con un prolungato ammassamento sul confine delle forze russe iniziato nella primavera 2021, motivato dal presidente russo Vladimir Putin sulla base del timore di un'adesione dell'Ucraina alla NATO e seguito da esercitazioni militari.

Nel 2023 al conflitto Russia-Ucraina si è aggiunto quello tra Israele e Palestina, quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha lanciato oltre 5mila razzi contro Israele in 20 minuti e i miliziani sono penetrati oltre il confine, uccidendo 1.200 israeliani e prendendo circa 240 persone in ostaggio, una guerra, questa, che ha origini molto lontane quando anche la Palestina ha subito varie ingiustizie.

In una guerra non ci sono vincitori, ma solo distruzione di popoli e territori, e dovremmo impegnarci a garantire la pace iniziando dal nostro piccolo, infatti, come riporta un discorso di Papa Francesco l’atteggiamento più profondo che dovremmo adottare per dialogare e non litigare è la mitezza: “Non si può avere pace senza dialogo. Tutte le guerre, tutte le lotte, tutti i problemi che non si risolvono, con cui ci scontriamo, ci sono per mancanza di dialogo.”, e successivamente: “Guardando alle sfide che in questo nostro tempo è urgente affrontare per costruire un mondo più pacifico, vorrei sottolinearne due: il commercio delle armi e le migrazioni forzate. Tutti parlano di pace, tutti dichiarano di volerla, ma purtroppo il proliferare di armamenti di ogni genere conduce in senso contrario. Il commercio delle armi ha l'effetto di complicare e allontanare la soluzione dei conflitti, tanto più perché esso si sviluppa e si attua in larga parte al di fuori della legalità. Il fenomeno delle migrazioni forzate è strettamente legato ai conflitti e alle guerre, e dunque anche al problema della proliferazione delle armi, di cui parlavo prima. Sono ferite di un mondo che è il nostro mondo, nel quale Dio ci ha posto a vivere oggi e ci chiama ad essere responsabili dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, perché nessun essere umano sia violato nella sua dignità. Sarebbe un'assurda contraddizione parlare di pace, negoziare la pace e, al tempo stesso, promuovere o permettere il commercio di armi. Potremmo anche pensare che sarebbe un atteggiamento in un certo senso cinico proclamare i diritti umani e, contemporaneamente, ignorare o non farsi carico di uomini e donne che, costretti a lasciare la loro terra, muoiono nel tentativo o non sono accolti dalla solidarietà internazionale.”


Infine, invitiamo i lettori a riflettere grazie al testo di una canzone che si presenta come una ballata propria di un "sognatore" che non si trattiene dall'immaginare un mondo finalmente senza odi e guerre, senza barriere e confini, in cui tutti possano vivere insieme, ovvero Imagine di John Lennon.

Imagine                                                                                        Immaginate

Imagine there's no heaven                                                     Immaginate che non ci sia alcun paradiso
It's easy if you try                                                                  Se ci provate è facile
No hell below us                                                                    Nessun inferno sotto di noi
bove us only sky                                                                    Sopra di noi solo il cielo
Imagine all the people                                                           Immaginate tutta le gente
Living for today...                                                                  Che vive solo per l’oggi
Imagine there's no countries                                                  Immaginate che non ci siano patrie
It isn't hard to do                                                                    Non è difficile farlo
Nothing to kill or die for                                                        Nulla per cui uccidere o morire
And no religion too                                                                Ed anche alcuna religione
Imagine all the people                                                            Immaginate tutta la gente
Living life in peace...                                                             Che vive la vita in pace

You may say I'm a dreamer                                                    Si potrebbe dire che io sia un sognatore
But I'm not the only one                                                         Ma io non sono l’unico
I hope someday you'll join us                                                 Spero che un giorno vi unirete a noi
And the world will be as one                                                  Ed il mondo sarà come un’unica entità

Imagine no possessions                                                          Immaginate che non ci siano proprietà
I wonder if you can                                                                Mi domando se si possa
No need for greed or hunger                                                  Nessuna necessità di cupidigia o brama
A brotherhood of man                                                            Una fratellanza di uomini
Imagine all the people                                                            Immaginate tutta le gente
Sharing all the world...                                                           Condividere tutto il mondo

You may say I'm a dreamer                                                   Si potrebbe dire che io sia un sognatore
But I'm not the only one                                                        Ma io non sono l’unico
I hope someday you'll join us                                                Spero che un giorno vi unirete a noi
And the world will live as one.                                              Ed il mondo sarà come un’unica entità. 







venerdì 19 gennaio 2024

CHI SIAMO

 Sono stati impegnati nella creazione e nella lavorazione di questo blog:

  • Deligio Simone 
  • Di Maggio Martina 
  • Mastronardi Giulia
  • Pesce Giorgia 
  • Rosiana Selicato